Inflazione in aumento, banche centrali asiatiche verso nuovi rialzi

A tre mesi dall’inizio, il conflitto in Medio Oriente prosegue e lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso: le forniture energetiche verso l’Asia rimangono bloccate, con effetti sui prezzi e sull’economia globale…

Sono passati tre mesi, ma il conflitto in Medio Oriente è ancora in corso e lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso. Sebbene Stati Uniti e Iran abbiano concordato un cessate il fuoco e stiano negoziando un possibile accordo di pace, restano bloccate le forniture di petrolio greggio, gas naturale, nafta, urea e molti altri prodotti dal Medio Oriente verso l’Asia. I prezzi globali dell’energia rimangono elevati, con ricadute negative sull'economia mondiale.

Le economie asiatiche che non hanno adottato misure di sussidio sui carburanti hanno registrato un’impennata dell’inflazione. Nell’area in particolare si distinguono le Filippine, con un aumento sia dell’inflazione complessiva sia dell’inflazione core misurate dall’indice dei prezzi al consumo (CPI). L’elevata inflazione ha spinto la Bangko Sentral ng Pilipinas (BSP) ad alzare il tasso di riferimento di 25 punti base ad aprile, con la possibilità di ulteriori rialzi per prevenire i potenziali effetti di ricaduta dello shock energetico.

Le economie asiatiche che hanno invece introdotto sussidi ai carburanti hanno registrato minori pressioni sui prezzi, trasferendo tuttavia l’onere sul fronte dei conti pubblici. L’Indonesia ne è un esempio emblematico: la spesa per i sussidi energetici è aumentata dall’inizio del conflitto in Medio Oriente a fine febbraio. Il sell-off sulle obbligazioni governative e sulla rupia indonesiana (IDR) continua, inducendo il governo a difendere il limite legale del deficit di bilancio, pari al 3% del PIL (Prodotto Interno Lordo), e spingendo la Bank Indonesia (BI) ad attuare, a maggio, un inatteso aumento dei tassi di riferimento di 50 punti base per sostenere la stabilità della valuta.

Anche le economie asiatiche caratterizzate da una elevata dipendenza dalle importazioni energetiche e da fragili saldi con l’estero (disavanzi delle partite correnti), hanno subito pressioni sulle proprie valute. India e Filippine figurano tra i Paesi più vulnerabili, alla luce dell’aumento dei costi per le importazioni di energia e della debolezza dei saldi delle partite correnti.

Nonostante il rallentamento della crescita causato dall’aumento dei prezzi dell’energia, le banche centrali asiatiche subiscono pressioni crescenti per inasprire le condizioni monetarie, al fine di preservare la stabilità valutaria e contenere gli effetti di trasmissione sull’inflazione. Ci attendiamo quindi che, nel corso dell’anno, le banche centrali di Filippine, Indonesia, India e Corea del Sud continuino, o inizino, ad alzare i tassi di riferimento. Prevediamo inoltre interventi restrittivi anche da parte di Bank Negara Malaysia, Reserve Bank of Australia e Bank of Japan.

Dal punto di vista degli investitori, nei mercati asiatici sembrano emergere tendenze divergenti rispetto a due temi: l’intelligenza artificiale (AI) e la vulnerabilità alle carenze energetiche. Corea del Sud, Taiwan, Giappone, Malesia e Singapore potrebbero beneficiare delle opportunità legate all’AI, mentre Filippine, Indonesia, Thailandia e India risultano penalizzate dalle tensioni sul fronte energetico. Di conseguenza, è probabile che anche le performance dei mercati seguano traiettorie divergenti.

Sono passati tre mesi, ma lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso

Fonte: Bloomberg, AllianzGI Global Economics & Strategy, maggio 2026. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri.

La settimana prossima

La prossima settimana sarà caratterizzata principalmente dalla decisione sui tassi della Federal Reserve negli Stati Uniti, da quella della Bank of Japan, dai dati sull'inflazione (CPI) nell’Eurozona e dai dati sull’attività macroeconomica della Cina.

Negli Stati Uniti, i sondaggi regionali sul manifatturiero di giugno, condotti dalla Federal Reserve di New York e dalla Federal Reserve di Filadelfia, contribuiranno a valutare l'andamento del settore nell’ultimo periodo. L'indice del mercato delle abitazioni della National Association of Home Builders (NAHB) per il mese di giugno e i dati di maggio sulle licenze edilizie e sui nuovi cantieri residenziali offriranno indicazioni aggiornate sull’andamento del mercato residenziale. Mercoledì, la decisione della Federal Open Market Committee dovrebbe confermare una pausa sui tassi, mentre i mercati si concentreranno sui commenti del presidente Kevin Warsh nella conferenza stampa. Gli ultimi dati sulle richieste iniziali e continuative di sussidi di disoccupazione forniranno un quadro aggiornato delle dinamiche del mercato del lavoro.

Nell’Eurozona lunedì saranno pubblicati il saldo commerciale complessivo e i dati sulla crescita della produzione industriale relativi ad aprile. Mercoledì saranno diffusi i dati finali sull'inflazione del mese di maggio, fondamentali per valutare l'andamento attuale dei prezzi. Gli indici tedeschi del sentiment economico e delle condizioni correnti relativi a giugno forniranno un’ulteriore indicazione prospettica sul sentiment nella maggiore economia dell’area.

In Giappone, i risultati del sondaggio Tankan di giugno e i dati sugli ordinativi di macchinari di aprile saranno letti congiuntamente per valutare le più recenti condizioni dell’attività economica. Saranno inoltre pubblicati i dati di maggio sul commercio di beni, utili per valutare l’andamento più recente degli scambi con l’estero. I dati sull’inflazione CPI a livello nazionale, in uscita venerdì, rifletteranno le più recenti dinamiche dei prezzi, dopo il possibile rialzo di 25 punti base del tasso di riferimento da parte della Bank of Japan atteso per martedì. In Cina, i dati sull’attività macroeconomica di maggio saranno attentamente monitorati per valutare il momentum della crescita nel secondo trimestre.

Cordialmente,

Christiaan Tuntono
Senior Economist, Asia Pacific

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